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	<title>Lavine</title>
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	<description>Just another WordPress.com weblog</description>
	<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 02:03:46 +0000</pubDate>
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		<title>I-2</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 02:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabeur</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[oussia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel suo bel vestito rosa spinato, Carmen vorrebbe correre verso la madre; cammina lenta per non inciamparsi nei panni del suo bel vestito rosa, per non cadere dai tacchi altissimi.
&#8220;Mamma&#8230;
- Oh ma che bella bambina! Guardate che principessa&#8230; con chi ti sposi Carmen, eh? con chi vorresti sposarti?&#8221;
Carmen guardo&#8217; negli occhi la madre e fece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Nel suo bel vestito rosa spinato, Carmen vorrebbe correre verso la madre; cammina lenta per non inciamparsi nei panni del suo bel vestito rosa, per non cadere dai tacchi altissimi.<br />
&#8220;Mamma&#8230;<br />
- Oh ma che bella bambina! Guardate che principessa&#8230; con chi ti sposi Carmen, eh? con chi vorresti sposarti?&#8221;</p>
<p>Carmen guardo&#8217; negli occhi la madre e fece una linguaccia dispettosa.</p>
<p>&#8220;Oh mi piace quando mi fai le linguacce anche se dovrei insegnarti a non farle.&#8221;</p>
<p>Trascino&#8217; via il suo bel vestito rosa spinato dirigendosi verso la camera da letto dei genitori: adorava tuffarsi tra quei gingilli da &#8216;grandi&#8217;. Voleva completare l&#8217;opera. Prese la scatola dei gioielli e si butto&#8217; sul materasso in un grande salto che sparse le collane per le coperte. Le esamino&#8217; ierarcandole di brillanti e di preziosità, coprendosi delle migliori, e si rialzo d&#8217;un tratto, con queste in mano e quelle altre effuse in disordine. Nello specchio, guardo&#8217; il suo collo decorato, e fece di nuovo una linguaccia. Ma fu presa di un timore, e senti&#8217; la solitudine della stanza constrastare con la rumorosa discussione di sua madre, giù con le amiche&#8230; che le aveva offerto un&#8217;attenzione che Carmen desiderava cosi forte e che aveva sdegnato con cosi tanta facilità.</p>
<p>&#8220;Carmen! Carmen! Vengo li&#8217;? Carmen! Dove sei? Vieni a salutare tua zia! Smettila di giocare una buona volta!&#8221;</p>
<p>Con scatto felino si diresse verso le scale che portavano alla cucina dove stava sua madre con le amiche e la zia. Non sopportava quelle amiche preferiva sempre chiudersi nella propria stanza a immaginare e a giocare.</p>
<p>&#8220;Oh ecco la mia nipotina preferita!&#8221;</p>
<p>E non appena Carmen entro&#8217; nella cucina la zia la abbraccio&#8217; e le diede un bacio sulla guancia. Un bacio che sapeva di caffé.</p>
<p>Carmen continuo&#8217; a fare il muso, a mettersi le braccia davanti per proteggersi dei baci che seguirono. La mamma sembrava cosi orgogliosa, divertita, mentre brontolava per finta la figlia. Sembrava cosi vicina. E sembrava che per un momento Carmen fosse al centro della sua vita, della loro vita. Ma non poteva trattenersi di rifiutare viziatamente tutta quella premurosità verso di lei. Sapeva e non sapeva che dopo,  avrebbe sentito il rimpianto di non averne approfittato, come prima nello specchio.</p>
<p>Scatto felino.  Ancor più lesto di quello precedente. Talmente lesto che il suo vestito creo&#8217; un&#8217;onda d&#8217;aria travolgente la quale circondo&#8217; le risate delle amiche&#8230; E lei, poteva ancora udirle, mentre si allontanava da loro per raggiungere il suo regno.</p>
<p>&#8220;Buongiorno Signorina! Ben arrivata! La stavamo aspettando&#8230; Giusto per il té! Come puo&#8217; vedere, è qui presente il Signor Vessillorosso. Ha accettato l&#8217;invito proprio per poterla conoscere e ammirare il suo stile sopraffino. Ecco, la sua tazza di té.&#8221;</p>
<p>Spazzolare capelli lisci e lunghi. Accarezzare il bel vestito rosa spinato. Sorseggiare il té. Un sorseggiare che nella realtà e nella fantasia, malgrado le apparenze, è tremendamente amaro. Perché a volte Carmen beve il té con il signor Vessillorosso e ad un tratto si ritrova da sola con tanti pupazzi, a fare finta. Ad un tratto si trova scema, e il gioco ridicolo. Ridicolo come tutti quei gingilli da &#8216;grandi&#8217; che riempiono oltre i cassetti anche quegli istanti di noiosa monotonia quotidiana mascherata di felicità quanto un vessillo rosso.</p>
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		<title>I-1</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Oct 2006 22:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabeur</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[oussia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il letto stava fermo e immobile nell&#8217;angolo della stanza di Carmen, una stanza immersa nel buio di una casa vuota. Gironzolava Carmen con un po&#8217; di stanchezza intorno agli occhi, senza sosta&#8230; e poi si. &#8220;No! non è corretto lasciare la televisione accesa. Non si puo&#8217; star fermi a guardare quel riso elettrico che deborda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il letto stava fermo e immobile nell&#8217;angolo della stanza di Carmen, una stanza immersa nel buio di una casa vuota. Gironzolava Carmen con un po&#8217; di stanchezza intorno agli occhi, senza sosta&#8230; e poi si. &#8220;No! non è corretto lasciare la televisione accesa. Non si puo&#8217; star fermi a guardare quel riso elettrico che deborda dal tubo catodico.&#8221; Maria si levo&#8217; dalla sedia con la solita gioia ingiallita e sparse la sua risata da primogenita nell&#8217;orecchio di Carmen: &#8220;Smettila!&#8221;</p>
<p>&#8220;Ridi! ridi!  Tu e la tua buffa voglia di non far niente. Ma che ne sai tu che nemmeno lavori?!&#8221;</p>
<p>Maria continuo&#8217; a ridere per orgoglio, attorcigliando tra le mani la confezione delle sue caramelle preferite. &#8220;Maria! Che schifo! Non te l&#8217;hanno detto che si mangia con la bocca chiusa? Guarda guarda sputi dappertutto&#8230; mi sporchi le lenzuola.&#8221;</p>
<p>&#8220;Pfff&#8230;&#8221; Continuo&#8217; a fissare la televisione ignorando tutto il resto; ad un certo punto, ignoro&#8217; persino le sue caramelle. Nel mentre Carmen passo&#8217; velocemente la mano sul letto, una, due volte, e si mise a sedere per guardare Maria, uno, due minuti&#8230; poi lascio&#8217; cadere la sua schiena lungo il materasso morbido che si scavo&#8217; per involtarla di bianco. Rannicchiarsi, isolarsi&#8230; cadere in un vuoto apparente, perdersi senza faticare, precipitare rovinosamente nella scarpata dei propri sentimenti: urlare in silenzio la propria voglia di piangere. &#8220;Buona notte!&#8221;</p>
<p>&#8220;Dunque Gennaro, lei ha due scelte. Ossia rimane con Silvia, che stasera abbiamo visto le ha dimostrato di amarlo veramente; ossia decide di tornarsene con Carlotta, per sapere se c&#8217;è ancora una speranza di salvare il matrimonio e i bambini&#8230; Lei prenda tutto il tempo che vuole, ci vediamo dopo la pubblicità.&#8221;</p>
<p>- Ah la pubblicità e poi a casa ci credono che c&#8217;è la pubblicità e io poi dovrei anche decidere durante questa pubblicità che dicono duri tre minuti e poi sono cinque se va bene perché queste decisioni al giorno d&#8217;oggi si prendono al massimo in cinque minuti mentre Carlotta flirta col ballerino e Silvia con il conduttore e io sono qui solo per le vallette oltre che i soldi ah è finita la pubblicità ed ecco qui la mia risposta -</p>
<p>Maria giro&#8217; automaticamente la testa verso la porta, e per un attimo si vergogno&#8217; nel provare quella scocciatura di non poter conoscere la risposta di Gennaro, quando invece erano qui da quattro ore ad aspettare quel suono di campanello.&#8221;Finalmente!&#8221;grido&#8217; Carmen alzandosi di botto per precipitarsi nelle scale.</p>
<p>Non resistette. Tutta quell&#8217;ansia ed attesa che aveva in corpo esplosero in un &#8220;Lo hai trovato?&#8221; che irrispettosamente disturbo&#8217; la quiete notturna del condominio. Dal basso saliva la sagoma che cinicamente non rispondeva alla domanda. Da dentro l&#8217;appartamento, Maria sbuffo&#8217;: &#8220;Sono loro?&#8221; E Carmen, quasi sovrapensiero, disse fra sé e sé: &#8220;Perché non l&#8217;ascensore?&#8221;</p>
<p>Infatti, arrivo&#8217; tutto sudato dalla scalinata.  Indossava il completo grigio cosi elegante che si era comprato per il matrimonio.  Guardo&#8217; le macchie scure sparse lungo la giacca: &#8220;Questo non sparisce con il lavaggio a secco sai.&#8221; Si tolse il fazzoletto per asciugarsi la fronte; poi ci sputo&#8217; sopra e cerco&#8217; di pulire da sé il prezioso completo. Maria era arrivata alla ringhiera; scese gli ultimi scalini che gli mancavano e alzando il mento in segno di domanda: &#8220;Embé?&#8221;</p>
<p>&#8220;No!&#8221; Strinse con il braccio destro la vita di Maria, e poi si volto&#8217; verso Carmen: &#8220;Mi dispiace, non vuole più sapere niente di te. Ho cercato di convincerlo, anche con le maniere forti per farlo rinsavire&#8230; Ma lui di te proprio se ne frega, non ti ama e non ti ha mai amata e stava per sposarti solo per un suo sfizio personale.&#8221; Poi si diresse verso l&#8217;appartamento con Maria abbracciata a lui. Nel condominio ritorno&#8217; il silenzio e Carmen n&#8217;era avvolta. Gli era cosi antipatico quel idiota, con il tono da John Wayne, e l&#8217;abitudine di riassumere le cose a modo suo per poi far parlare gli altri con le proprie parole quadrate. Perché sicuramente Sandro non aveva detto questo, Sandro no, e sicuramente non cosi. Li guardo&#8217; allontanarsi nel corridoio buio, e poi girare nella stanza. L&#8217;apertura e la chiusura della porta lasciarono scappare la voce stridula di una presentatrice&#8230; &#8220;Eccoci di nuovo insieme per una nuova puntata di&#8230;&#8221;&#8230; e di nuovo il silenzio&#8230; e di nuovo il peso del vestito gonfio: &#8220;Che buffa che sono!&#8221; guardando un&#8217;ultima volta, per verifica straordinaria, il vuoto della scala. Si spense il relé.</p>
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